Clowes [RS]

“PATIENCE”, il nuovo fumetto di Daniel Clowes, è da oggi disponibile in tutte le fumetterie e librerie. Lo pubblica, in contemporanea con l’edizione americana, la BAO Publishing. Un po’ di tempo fa, su Rivista Studio, è uscito un mio pezzo su Clowes, e su EIGHTBALL. Un pezzo che con grande stupore — mio e di mia moglie — è stato segnalato anche sulle pagine de Il Post Libri. Ne riporto di seguito l’inizio.

L’arte è una brutta copia di se stessi

Quand’era ancora un ragazzino, Daniel Clowes era solito partecipare alla Fiera dell’Arte del piccolo quartiere di Chicago in cui abitava. Sistemava un tavolino appena fuori dal perimetro di accesso dell’evento per non pagare la tassa di ammissione e, disegnando il più possibile, tentava di tirar su qualche dollaro. Quando le persone si fermavano incuriosite, quello era per lui il lavoro più bello del mondo; quando invece, impassibili, sfilavano senza fermarsi, diventava alquanto deprimente. Un giorno, spinto dalla curiosità, Clowes pagò il biglietto della fiera, e, gironzolando tra i padiglioni, incontrò Davo: un professionista delle caricature che realizzava ritratti con la tecnica dei pastelli. Clowes restò così colpito dal lavoro di Davo che, al ripetersi di ogni Fiera dell’Arte, prese l’abitudine di frequentare il suo stand per rubargli il mestiere. Tempo dopo, con le prime storie a fumetti già pubblicate, si imbatté in un manuale di caricature. L’autore — che strana coincidenza — sembrava rifarsi pedissequamente allo stile di Davo. Inoltre, le pagine del manuale erano fitte di annotazioni raccolte durante i tour estivi nelle fiere di paese (come la Fiera dell’Arte) e contenevano riflessioni cariche di profonda tristezza e alienazione. Fu lo spunto da cui nacque Caricature: la storia di Eightball che ha cambiato per sempre il mio rapporto con il fumetto.

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