Tre Punti Di Fuga [INDICE]


Che tipo di famiglia sono i Loony? Per quale motivo Maggie e David, dopo quarant’anni di matrimonio, decidono di divorziare? Ai loro figli, convocati nella grande casa costruita a pochi passi dall’oceano, sulla spiaggia, non resta che una cosa: farsene una ragione. Denis, il primogenito, è immaturo e impulsivo. Ha una moglie, Aki, sciatta e apatica, e un figlio, Alex, nato da poco. La notizia del divorzio dei genitori lo sconvolge. Si domanda: “Dov’è finito l’amore? Sotto al tappeto?” Mentre girella da una stanza e l’altra, trova una chiave in vecchio album fotografico. Quali misteri custodisce? Claire, la secondogenita, ha un problema: si è sposata troppo giovane. Ha avuto una figlia, Jill, e ha divorziato poco dopo. Un pomeriggio accetta l’invito a uscire della cognata. Due ore dopo si ritrova in un locale a ballare con uno sconosciuto. È ubriaca. Prende una pasticca. Quando va in bagno le capita un brutto incidente: nel tentativo di togliersi l’assorbente, la stringa per la rimozione le resta tra le dita zozze di sangue. Peter è il più piccolo, ha ventisei anni e vive da solo. Ha studiato in una scuola di cinema, ma ha combinato poco. Quando si fissa allo specchio si percepisce come un ranocchio, tipo Kermit la Rana. È solo. Disperatamente solo. Un mattino, mentre passeggia sulla spiaggia, incontra una ragazza: Kat. Kat lavora in un campo scuola. Durante una festa di compleanno, uno dei suoi bambini perde un dentino. Peter lo ritrova in mezzo alla sabbia. Se lo mette in tasca e non dice niente a nessuno. Sono questi i personaggi principali di Ombelico infinito (Coconino Press – Fandango, traduzione di Francesco Pacifico). L’autore, nato a Hollywood trentasette anni fa, è poco conosciuto in Italia. Negli Stati Uniti, invece, è un artista consacrato. “Ho visto il futuro del fumetto e il suo nome è Dash Shaw”, ha dichiarato David Mazzucchelli. Appassionato di animazione, Shaw ha inoltre scritto, diretto e prodotto un film, My Entire High School Sinking Into the Sea, con le voci di attrici e attori come Susan Sarandon, Maya Rudolf, Lena Dunham e Jason Schwartzman. A più di dieci anni dalla prima apparizione (Bottomless Belly Button è del 2008; Shaw aveva venticinque anni), i lettori italiani possono finalmente apprezzare questo lodevole tentativo di spingere il linguaggio del fumetto a contendersi la vetta del Grande Romanzo Americano. Se è vero, come ha detto Jonathan Franzen, che la letteratura made in USA oscilla tra il romanzo d’avventura, quello di Twain e di Hemingway, e il romanzo domestico, quello della Wharton e della O’Connor, Ombelico infinito di Dash Shaw mette in scena proprio questa fluttuazione. Verso l’esterno: quando Maggie esce di casa, si reca a fare la spesa ma, davanti alla cassa, si rende conto di non avere con sé la carta clienti (è David che la custodisce nel portafogli); verso l’interno: quando scopriamo la storia d’amore dei Loomy attraverso una serie di lettere (alcune crittate) scritte quando Maggie e David erano ancora giovani e innamorati. Insieme ad altre opere focalizzate sulle dinamiche di famiglie normali (Pastorale americana di Philip Roth, Le correzioni dello stesso Franzen, oppure I Tenenbaum di Wes Anderson, Happiness di Todd Solondz e Fun Home di Alison Bechdel), questo crudo, profondo, appassionato racconto (lungo più di settecento pagine) trascina il lettore in un percorso accidentato e spiraliforme volto a indagare tutto ciò che fa nascere, definisce e logora i rapporti famigliari.

Per conoscere una famiglia, dice Shaw, bisogna scrutare un orizzonte con tre punti di fuga; mettere assieme i frammenti che la sofferenza quotidiana sminuzza senza requie. I rumori di fantasmi che sente Jill, la figlia di Claire, li produce Denis percorrendo un passaggio segreto sotto il pavimento del secondo piano. La sedia che cade giù dal cielo e sfonda il tetto dell’abitazione non è un segno divino, ma ha preso il volo in spiaggia quando Peter l’ha legata con un numero esagerato di palloncini gonfiati ad elio. Le vocine di Claire (“Imitazione di mamma: «Non VEDI, Claire? Non VEDI cosa SIGNIFICA? Significa che devi SEDERTI e rilassarti.» Papà è il tipo silenzioso, stoico: «Ma lo sai come si cambia una ruota? Mi sai dire COME si cambia una RUOTA?!»”) rappresentano il desiderio di trattenere, di comprendere dentro di sé quello che andrà perduto. Ombelico infinito è una storia caustica, straziante, commovente, percorsa da un ritmo incontenibile. Le tavole, stampate in una preziosa tinta giallo sabbia, alternano una composizione serrata a una più distesa. Quando i Loony si mettono a tavola per la prima volta sono troppo nervosi e occorrono sedici vignette per fissare la polvere che vortica nell’aria incendiata dalla luce del tramonto. Nel finale, quando Maggie e David si dicono addio, ne bastano due per separare quarant’anni di vita assieme: la passione e l’indifferenza, il sesso e la noia, l’ostinazione e l’assenza, l’amore e il suo contrario. Senza più alcuna nozione di limite: infinito, appunto.

[Questa recensione è apparsa sul numero luglio / agosto 2020 de L’INDICE DEI LIBRI DEL MESE.]

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