variazioni

All’improvviso quel corpo appare: nel fumo,
mentre qualcuno sta descrivendo la Grecia con severità.
Quel famoso monotono verso si fa bianco
contro il tendersi delle tenebre della vita.
E sembra che io sia amico di ciò che tocco soltanto.
Ora non ho intenzione di affrontare le cose,
perché non sto nascendo adesso;
non mi addormento sopra un cuore
che non mi difende dalle bestie:
caccia e virtù accanto un fuoco all’aperto.
E tu sai che se vagherò nel cielo
sarò leggero come spuma.
Sono contento che la roccia sia pesante.
E che stia bene dentro il mio cuore:
un occhio in una pentola piena di humus.
Che si scrivano lettere su grandi temi!
Panini al pesce! Panini al formaggio! Panini all’uovo!
Viaggiando in Messico, Italia e Australia,
io mangio molto, così non mi ubriaco. E allora
bevo molto, così sarò eccitato.
E allora me ne sono andato via.
Non so dove. O con chi.
E neanche riesco a ricordare lontano da chi.
Tranne che sto ritornando. Con il mio sacchetto di carta.
E la prossima volta la mia faccia non verrà via con me.

(Frank O’Hara, Due variazioni)